Giovedì 19 aprile alle 20.30, al Teatro Capitan Bovo di Isola della Scala, si terrà la conferenza “Ecco, io creo nuovi cieli e nuova terra”. L’evento è un’anteprima del Festival Biblico, che si terrà a Verona, Vicenza, Padova, Rovigo e Vittorio Veneto dal 3 al 27 maggio.
La serata è organizzata con la collaborazione dello Studio Teologico S. Zeno e dell’ Istituto Superiore di Scienze Religiose San Pietro Martire. Il convegno sarà un’occasione di dialogo sul tema del Festival, da parte dei biblisti veronesi don Augusto Barbi, don Gianattilio Bonifacio, don Paolo Dozio, don Corrado Ginami, mons. Martino Signoretto e don Mauro Caurla.
L’edizione 2018 vuole affrontare un tema, il futuro, paradigma dei nostri tempi. «In un periodo storico in cui affiorano nostalgie a livelli diversi, come ha ben evidenziato Zygmunt Bauman, il festival tenta di riportare la questione “Futuro” nella sua prospettiva biblica, quindi con il carico di speranza che l’uomo biblico ha sempre coltivato, ad ogni costo, anche quando la prospettiva era ed è la morte. Morte che per l’uomo biblico è solo momento di transizione per l’aldilà, in attesa di una futura risurrezione» spiega don Martino Signoretto, Vicario episcopale alla Cultura della Diocesi di Verona e referente del Festival Biblico per la Diocesi di Verona. Le inquietudini del e per il futuro saranno contaminate da un approccio multidisciplinare che le canalizzerà in un ricerca collettiva e condivisa della speranza. Lavoro, famiglia, innovazione, robotica, ambiente, sostenibilità, migrazione, crescita demografica, sicurezza, istruzione, salute, anzianità, denatalità, «sono i mattoni con cui oggi costruiremo il nostro futuro, un futuro sempre più rapido, in cui il fattore tempo subisce un’accelerazione in maniera proporzionale al nostro indice di crescita tecnologica. Risulta quindi fondamentale affrontare queste sfide con lo stile di chi vuole accendere la sua luce: questo sì, può fare la differenza» spiega Signoretto.
Vengono, ancora una volta, in soccorso le Scritture: «Il Creatore dell’universo è “un Dio che lavora e riposa”. La creazione ha una struttura ebdomadaria -sei giorni di lavoro più uno di riposo-, a suggerire l’armonia e la bellezza della stessa attività creatrice (lavoro). Dio benedice l’uomo e la donna nel loro riempire la terra, prenderne possesso e governarla anche, e soprattutto, con il loro lavoro. E questi atti di generazione, di relazione e di lavoro sono parte del progetto di Dio, di ordine nel mondo e di vittoria sulle forze del caos».