4.Venti e il Viaggiatore libero

Matteo Baraldo è stato il protagonista del terzo appuntamento con 4.Venti Informa.
Lo scorso 12 aprile, al Palazzetto dello sport di Via Alzeri, ha raccontato l’esperienza di un viaggio che l’ha cambiato interiormente. «E’ stata una bella sfida per noi che abbiamo deciso di esporre un tema così attuale ma quasi spaventoso come il viaggiare, portando l’esperienza di una persona che da sola ha dovuto affrontare la forza della natura e se stessa», sostiene il presidente Stefano Cestaro.
Matteo spiega ai presenti cosa ha significato per lui questo viaggio: «Mi sono guardato allo specchio e non riuscivo più a riconoscermi, la mia vita mi andava stretta, avevo un bel lavoro ben pagato, ero pieno di amici, avevo una famiglia che mi voleva bene e anche una compagna, ma sentivo che mancava qualcosa. Crediamo sempre che il problema sia esterno, ma la maggior parte delle volte è proprio qui, dentro di noi».
Il 5 novembre 2014 il ragazzo parte per l’America latina: «Qui ho potuto toccare con mano la felicità: tutta quella gente povera continuava a sorridere, forse la vera felicità non dipende dai soldi…», dopo aver fatto il volontario diverse volte ha attraversato il sud America fino alla giungla, «…ho compreso la piccolezza dell’uomo rispetto alla natura, la forza del vento mi ha fatto capire che la natura può piegarci in qualsiasi momento e quindi devi arrenderti ad essa e rispettarla.», ha deciso poi di arrivare fino al Polo Sud, recandosi al molo tutti i giorni in bicicletta, cercando qualcuno con cui partire.

Attraversa il Canale di Drake su un catamarano di italiani.«Non è stato un viaggio facile, a momenti credevo di morire, ma ogni volta che perdevo la speranza succedeva qualcosa, qualcuno veniva in mio aiuto e riuscivo ad andare avanti. Le chiamano coincidenze, ma io non ci credo, dovevo cambiare qualcosa dentro di me e più cambiavo io più il mondo attorno a me si modificava, migliorava, se ti lasci andare arriva tutto.»
Matteo parla anche del ritorno dal viaggio, del riabituarsi alle macchine e alla frenesia del mondo occidentale, di come una volta tornato la routine lo destabilizzi, ha paura di restare solo, non riesce a fermarsi:«Ho ripensato allora di aver intrapreso un viaggio di un anno e mezzo da solo, dove la maggior parte del tempo ascoltavo invece di parlare. Ho deciso di tornare libero, di esprimermi seguendo il mio cuore nel rispetto di tutti. Sono tornato per la mia famiglia e sono pronto a cambiare le cose qui, vivendo in modo più tranquillo e rispettoso, non devo correre da nessuna parte. Il viaggio è fuga da se stessi, per trovarsi prima bisogna perdersi, io mi sono trovato, almeno fino al prossimo viaggio!».

I ragazzi della 4.Venti vi aspettano mercoledì 24 maggio con una serata sul riciclo al Palazzetto dello sport di via Alzeri alle 21.

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